Geonauta - cercando e ricercando

Ex libris scientia, per scientiam liber

Dove stiamo facendo?

…citando un genio inarrivabile della comicità e un suo altrettanto mitico personaggio…

Questo sito, con i suoi blog, è un progetto in divenire…

Non so dove sto andando.

Vorrei scrivere di tante cose, forse di nessuna

Vorrei aggiornare i contenuti quotidianamente, so già che non lo farò…

Chiedo tempo per organizzare quello che mi passa nella testa.

Il mio attuale compagno di sventura (il Prof.) non è molto più attivo: lui è scusato e (soprattutto) parecchio stressato…

…abbiate pazienza…

Troverò una strada, prima o poi!

Sempre più dura

Alzarsi la mattina: perché?

Perché suona la sveglia e devi andare al “lavoro”?

Quale lavoro? Nell’immaginario collettivo, categoria privilegiata i docenti…

Lavorano mezza giornata, hanno 3 mesi di vacanza, prendono stipendi che neanche un manager…

La nuova idea geniale: perché non farli lavorare anche l’Estate?

E’ così difficile trovare babysitters e badanti….

Tutti i colleghi a ripeterti, come una sorta di mantra, “Dai, che è quasi finita”…

Da Gennaio, faccio il conto alla rovescia. Qualcuno mi ha battuto, ha iniziato il 1/9…

Già, è quel “quasi” il problema.

La voglia di fare latita, gli studenti purtroppo no…

Continuano a presentarsi ogni mattina, senza neanche una penna, col sorrisetto arrogante di chi si sente intoccabile (e sa di esserlo): grazie “alte sfere”, cosa faremmo senza le vostre perle di saggezza e “istruzioni per l’uso”? Continuate a deliziarci con le vostre “gride manzoniane”…

Non li puoi interrogare, non li puoi valutare, non li puoi sanzionare: devi accettare che ti urlino in faccia il loro arrogante disprezzo, che rifiutino le più elementari norme di convivenza civile. Sanno solo prendere in mano il cellulare, o la trousse dei trucchi…

Dall’inizio dell’AS, ovviamente…

Generazione di “bambini” viziati, succubi di una tecnologia che non capiscono, non conoscono, non sanno utilizzare.

Disprezzano la cultura e chiunque osi leggere un libro e andare oltre la tabellina del 2.

L’unico uso che conoscono per i fogli di carta è realizzare aeroplanini..in quello sono anche abbastanza bravi, chissà se Leonardo assume (non mi sto riferendo al genio fiorentino)…

Figli di una generazione di genitori mancati, quantomeno discutibili nell’approccio al proprio ruolo.

Pensano di conoscere il mondo, non sanno applicare il Teorema di Pitagora…

Non sanno scrivere in corsivo neanche i simboli degli elementi chimici. Però conoscono infinite varianti della grafia di H2O…

Bilanciamenti di reazioni chimiche che, prima o poi, finiranno per risvegliare il fantasma di Lavoisier, a forza di farlo rivoltare nella tomba…

Non conoscono lo spelling di “cellula”, figurarsi se hanno una vaga idea del significato di “Eucariote” e “Procariote”…

Malati di adolescenza? Di ignoranza, piuttosto…

…ma tanto c’è l’IA…

Qualunque problema, scolastico o no, l’intelligenza artificiale è in grado di risolverlo…

Qualunque…tranne la loro consolidata deficienza naturale…

…vabbè, mi alzo, mi alzo!

…dove ho messo l’elmetto?

Duro alzarsi la mattina…

La sveglia suona…

Eri nel bel mezzo di uno splendido sogno. Non ti ricordi granchè, ma sai che era splendido. Era un sogno…

D’improvviso, piombi nella realtà: ti devi alzare, devi andare a guadagnarti il pane.

…devi andare a scuola!

Già, la scuola: il luogo dove i tuoi sogni, le aspirazioni, il tuo stesso entusiasmo vengono quotidianamente sviliti, si perdono in tentativi inutili di portare un raggio di luce, la luce della conoscenza.

“Fatti non foste a viver come bruti…”, citando il Sommo Poeta (Dante Alighieri, n.d.P.).

Fatti foste forse per essere appendici di uno strumento tecnologico (leggi: cellulare)?

Bho…

E se mi rimettessi a dormire?

Storia naturale dei fossili

Autore: Chris Paul

Titolo: Storia naturale dei fossili

Editore: Etas Libri

Anno:

(Fuori catalogo)


Si tratta di un libro piuttosto datato, tanto da essere praticamente introvabile oltre che fuori catalogo. Cominciamo bene!

Sì, posso capire le perplessità. Tenete presente che è un libro a cui sono molto affezionato, da quando lo acquistai in un mercatino ormai troppi anni fa. Per inciso: sì, già allora era difficilmente reperibile.

E’ stato parte della mia preparazione dell’esame di Paleontologia all’Università (bei ricordi…). Se pensate però che si tratti di un testo accademico, siete fuori strada.

Scritto con un taglio giornalistico/divulgativo, non per questo meno rigoroso sul piano scientifico, introduce il lettore in un mondo da “addetti ai lavori”, spiegando in modo semplice ma mai semplicistico i principi fondanti della disciplina.

Da cos’è un fossile a come si forma, dalla vita alla morte di un organismo, i fossili come testimoni e prove dell’evoluzione, fino ai principi della stratigrafia, pane quotidiano del Geologo del sedimentario.

Alcune informazioni sentono il peso del tempo, e non sono più attuali alla luce del progresso della ricerca scientifica di settore.

Un esempio tra tutti, il Tullimonstrum (qui sotto immagine e link a wikipedia): questo fossile incredibile era considerato un verme (probabilmente un Anellide) finchè uno studio pubblicato (se non ricordo male) nel 2016 e basato su nuovi ritrovamenti non lo ha attribuito ai Cordati. Studi successivi hanno rimesso in dubbio questa ipotesi. Potete trovare gli articoli su Nature e Palaeontology, rispettivamente. Tuttavia, il senso del ragionamento proposto dall’autore resta inaltarato, volendo fornire al lettore una panoramica del miglior rinvenimento che il Paleontologo auspica e di quello che nella maggior parte dei casi ha a disposizione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Tullimonstrum_gregarium

(immagine da Wikipedia)

Quindi? E’ un libro che spiega, anche ai non addetti ai lavori, non solo cosa sono i fossili, o quale sia la loro importanza per comprendere l’evoluzione della vita sul nostro Pianeta, ma anche l’enorme fonte di informazioni che essi rappresentano. I fossili parlano, raccontano storie. Descrivono l’eterna lotta per la vita, le relazioni tra gli organismi e tra questi e l’ambiente, la normalità e le vicissitudini della sua vita, ma anche il modo e le cause della sua morte, e cosa infine è successo ai suoi resti, in che modo sono arrivati fino a noi.

Se in qualche Biblioteca o mercatino del libro usato, o svuotando la soffitta ci doveste inciampare, leggetelo: è tempo ben speso!

Cime innevate

Le cime innevate del Gruppo del M. Catria (le tre a sx) e del Gruppo del M. Cucco (le tre a dx), fotografate con il cellulare da Perugia, zona di Porta Sole.

In mezzo tra i due gruppi di monti, la gola di Valdorbia (Scheggia e Pascelupo)

In primo piano, le ondulazioni del Colle di Perugia, degradanti verso la Valle del Tevere (non visibile nella foto).

Un geologo in questa immagine può leggere molte cose diverse….

Un mondo incantato, dietro la porta di casa…

Quindi?

Ex libris scientia, per scientiam liber

Georob

Dallo studio la conoscenza. Conoscere, conoscere, conoscere. Attraverso la curiosità che connota l’agire di chi si occupa di scienza, di cultura in generale. Quella curiosità che è, o dovrebbe essere, patrimonio congenito di ciascuno. Acquisire conoscenza, sapere, pur con tutte le nostre limitazioni umane, ci rende liberi. Più liberi, un giorno dopo l’altro. Ci rende vivi. Se muore la curiosità, un po’ moriamo anche noi. Questo il punto di partenza. Cercare e ricercare. Nei libri, nella natura, nell’esperienza. Il punto di arrivo? Non lo conosco, non ancora. Il percorso? Senz’altro divulgare, condividere. Per sentirmi libero, per sentirmi vivo.

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